Orari delle
Celebrazioni

Attività 
Novembre 2026

Foglio
del mese

Contatti

Richiesta
certificati

Informazioni
per Battesimo

Informazioni
per Matrimonio

 Oratorio San Carlo

Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù

La Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in via Milano 32 è stata eretta nel 1919. La chiesa – situata di fronte al Cimitero monumentale Vantiniano – fa parte del complesso conventuale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

 Per approfondire clicca qui.

 

News e Aggiornamenti

Una festa che ci riguarda

Il 21 ottobre scorso, nella sua prima udienza dopo il ricovero al Gemelli, papa Leone XIV ha ricevuto gli studiosi riuniti a Roma per il convegno “La santità nella storia”. E ha detto una frase che vale la pena tenere a mente: senza …

Continua a leggere

i santi e le sante, la storia del mondo sarebbe “immensamente più povera, cioè meno umana”. Meno umana. Non meno religiosa, non meno devota: meno umana. È un modo nuovo, e un po’ sorprendente, di parlare dei santi.
Siamo abituati a immaginare i santi come figure lontane, quasi sospese tra cielo e terra, con lo sguardo rivolto in alto e i piedi che non toccano il suolo. Il Papa ci ricorda invece che i santi hanno ascoltato gli appelli del loro tempo e hanno saputo tenere insieme la fede e la storia, spendendo la vita per costruire qualcosa di nuovo.
In altre parole: nessun santo si è fatto santo scappando dal mondo. Ognuno ha risposto a domande concrete. C’era chi aveva fame, chi era solo, chi era ammalato, chi aveva perso la speranza o la fede. I santi non hanno fatto finta di non vedere: si sono fermati, si sono chinati, si sono sporcati le mani.
Per questo il loro volto cambia con le epoche. Il Papa lo ha detto chiaramente: anche il profilo dei santi conosce degli sviluppi, non per inseguire le mode, ma perché ogni tempo chiede al Vangelo una risposta diversa. Ieri il missionario che partiva per terre lontane, oggi il giovane che porta Gesù anche dentro la rete, come san Carlo Acutis.
Le vetrate delle finestre della nostra chiesa del Sacro Cuore hanno la particolarità di riportare solo santi cappuccini: questuanti, predicatori, portinai, confessori. Nessuno di loro ha fatto cose straordinarie nel senso del mondo. Hanno fatto cose ordinarie con un amore straordinario. Ed è proprio questo che ha reso più umane le città e le persone che hanno incontrato.
Papa Francesco amava parlare dei “santi della porta accanto”: la mamma che cresce i figli con pazienza, il nonno che prega in silenzio, il volontario che porta la spesa all’anziano del pianerottolo. Anche nella nostra parrocchia ne conosciamo tanti, spesso senza accorgercene.
La festa di Tutti i Santi è l’occasione per dire grazie a Dio per loro. E per porci una domanda semplice: quale «appello del nostro tempo» sto ascoltando io? Chi, accanto a me, ha bisogno che la mia fede diventi un gesto concreto?

Non servono imprese eroiche. Serve un cuore che si lascia aprire.

Buona festa di tutti i Santi a ciascuno di voi.

Il vostro parroco

 fra Sergio

Fra Sergio Tucci è il nuovo parroco del Sacro Cuore di Gesù

 

Domenica 25 ottobre, alle ore 10.15, si è svolta la Santa Messa di ingresso di fra Sergio Tucci, nuovo parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Brescia. Una celebrazione solenne e partecipata, che ha segnato l’inizio del suo servizio pastorale alla comunità. 

La liturgia si è aperta con alcuni riti significativi, che hanno accompagnato l’insediamento del nuovo parroco: è stata…

Continua a leggere

data lettura del decreto di nomina, l’altare e l’assemblea sono stati aspersi con l’acqua benedetta e l’altare è stato incensato. Un momento particolarmente significativo è stata la consegna delle chiavi della chiesa a fra Sergio, segno della responsabilità di custodire la casa di Dio e di prendersi cura della comunità a lui affidata. Il canto del Veni Creator ha accompagnato la celebrazione, invocando la presenza e la guida dello Spirito Santo sul nuovo cammino pastorale.
Alla celebrazione erano presenti mons. Giuseppe Mensi, fra Alberto Lobba e fra Marco Bergamelli, confratelli cappuccini, insieme a fra Giuseppe Gaffurini, originario della nostra parrocchia e attualmente superiore del convento del Santo Sepolcro a Gerusalemme. La loro presenza ha sottolineato il legame di fraternità e comunione che unisce la comunità parrocchiale alla famiglia francescana.
Con l’ingresso di fra Sergio si apre una nuova tappa nella vita della parrocchia. L’augurio è che questo cammino sia accompagnato dalla preghiera, dalla collaborazione e dalla disponibilità di tutti, affinché la comunità continui a crescere nella fede, nella fraternità e nell’accoglienza, testimoniando il Vangelo nella vita quotidiana.

A fra Sergio va il benvenuto e l’augurio di un buon cammino pastorale, da vivere insieme a tutta la comunità del Sacro Cuore di Gesù.

Mercatino missionario

 

Il mercatino missionario si terrà negli ambienti della portineria e del convento.

Sabato 17 e domenica 18 ottobre sul sagrato della chiesa sarà allestito un banchetto a sostegno delle missioni.

Vi invitiamo a partecipare alle iniziative e a sostenere con la vostra generosità le missioni e le comunità che i nostri missionari accompagnano ogni giorno.

San Carlo in festa

 

La nostra missione a Boane

(Mozambico, 4-25 agosto 2026)

 

 

La nostra esperienza si è svolta a Boane, nella periferia di Maputo, capitale del Mozambico, all’interno del progetto “Todos Irmaos”, ideato e portato avanti da fra Luca Santato. Per tre settimane abbiamo vissuto nella casa della missione, condividendo …

Continua a leggere

la quotidianità con i volontari locali e conoscendo diverse realtà del territorio.
Prima della partenza pensavamo di dover organizzare per i bambini attività molto strutturate, ma appena arrivati abbiamo capito che ciò che contava davvero era la semplicità dello stare insieme. Non ci aspettavamo di ambientarci così facilmente in un contesto più complesso e delicato del previsto, né di ricevere un’accoglienza tanto calorosa da sentirci a casa fin dal primo giorno.
Le attività con i bambini nascevano spesso da ciò che avevamo a disposizione: una palla, una corda, un frisbee, colori e costruzioni. Non erano i giochi a fare la differenza, ma la presenza, l’ascolto, gli abbracci e il tempo condiviso.
Nel campo profughi di Estevel abbiamo animato momenti di gioco, distribuito merende e consegnato kit con prodotti di prima necessità alle famiglie. Alcuni di noi hanno anche partecipato alla costruzione di una casa per una famiglia in difficoltà, sempre all’interno del campo.
Abbiamo poi partecipato alle messe della parrocchia, vissute tra canti e balli. È stata per noi l’occasione di sperimentare una fede gioiosa, viva e profondamente condivisa.
Torniamo a casa con le valigie piene di stoffe capulane, ricordi e, soprattutto, un bagaglio umano immenso: i sorrisi dei bambini, il loro entusiasmo contagioso pur vivendo in un contesto di grande povertà e la capacità di trovare gioia nelle piccole cose.
Abbiamo visto cosa significhi vivere la comunità e l’aiuto reciproco, grazie soprattutto all’esempio dei volontari locali. Ci portiamo a casa un’accoglienza autentica, la voglia di ballare di più e la necessità di riscoprire ciò che conta davvero.
Soprattutto, abbiamo incontrato una Chiesa viva, giovane e partecipata, capace di essere luogo di incontro, sicurezza e speranza.
In occasione della Giornata Missionaria, venerdì 23 ottobre in oratorio, racconteremo la nostra esperienza attraverso video, fotografie e testimonianze.
Vi aspettiamo per condividere insieme questo viaggio!

Miriam, Tecla, Giulia, Davide, Matteo, fra Alberto

Spazio Compiti – Oratorio San Carlo

 

Lo Spazio Compiti riprende lunedì 28 settembre, con il nuovo orario:
dalle 16:30 alle 18:00

Le iscrizioni si svolgeranno in oratorio:
lunedì 21 e martedì 22 settembre, dalle 16:00 alle 19:00;
da lunedì 28 settembre, in concomitanza con l’avvio dell’attività.
Lo Spazio Compiti è rivolto ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.

fra Alberto

Anno giubilare francescano

“In rito veritas”: periodo mensile di liturgia

Cari fratelli e sorelle,

il Signore vi dia pace! 

Un momento particolarmente importante della santa Messa è costituito dall’atto penitenziale. Prima di ascoltare la Parola di Dio e di accostarci alla mensa eucaristica, riconosciamo la nostra fragilità e il nostro bisogno di salvezza. Non è un momento per sentirci schiacciati dai nostri peccati, ma per riconoscere con umiltà che abbiamo bisogno della misericordia di Dio. Solo chi riconosce di non bastare a sé stesso può davvero aprirsi al dono del Signore.

Il Kyrie eleison, «Signore, pietà», diventa così il grido fiducioso di una comunità che si rivolge a Cristo. Non è il grido della disperazione, ma …

 

Continua a leggere

quello di chi sa che il Signore è ricco di misericordia.

Ma se c’è l’atto penitenziale, allora, a cosa serve il rito della Riconciliazione?

L’atto penitenziale e il sacramento della Riconciliazione non sono la stessa cosa e non svolgono la stessa funzione. L’atto penitenziale non sostituisce la confessione sacramentale: il sacramento della Riconciliazione è infatti il luogo proprio in cui, attraverso la confessione e l’assoluzione del sacerdote, viene ricevuto il perdono sacramentale.

Potremmo allora chiederci: perché chiedere perdono all’inizio della Messa se possiamo confessarci? Perché la celebrazione eucaristica non è soltanto il momento in cui arriviamo già “perfetti” davanti a Dio, ma è anche il luogo in cui riconosciamo umilmente di aver bisogno della sua

misericordia. L’atto penitenziale ci aiuta a metterci nella giusta disposizione: ci fa deporre le nostre sicurezze, riconoscere ciò che ci allontana da Dio e aprirci alla sua grazia. La confessione sacramentale e l’atto penitenziale, quindi, non sono due momenti che si contraddicono: la confessione ci riconcilia sacramentalmente con Dio, mentre l’atto penitenziale ci dispone a celebrare l’Eucaristia con un cuore umile e consapevole della misericordia ricevuta.

Nei giorni previsti, il Gloria esplode come un canto di lode. Dopo aver riconosciuto la nostra povertà, la liturgia ci porta subito oltre noi stessi: non restiamo fermi al nostro peccato, ma alziamo lo sguardo verso Dio.

Infine, con la colletta, tutti i pensieri e le intenzioni dell’assemblea vengono raccolti in un’unica preghiera. Il sacerdote pronuncia l’orazione a nome di tutto il popolo e l’«Amen» dell’assemblea diventa la conferma di questa preghiera comune. La Sacrosanctum Concilium sottolinea l’importanza della partecipazione piena, consapevole e attiva di tutti i fedeli alla liturgia (cfr. SC 14): anche attraverso questi gesti e queste risposte, ciascuno è realmente coinvolto nella celebrazione.

Entriamo in chiesa con la nostra storia personale, con le nostre gioie, le nostre preoccupazioni e le nostre fatiche, ma la liturgia ci raduna e ci trasforma in assemblea. Ci insegna a lasciare, almeno per un momento, il centro di noi stessi per riconoscere che il vero protagonista della celebrazione è Cristo.

Come afferma la Sacrosanctum Concilium, la liturgia è il luogo in cui si esercita in modo eminente l’opera della nostra redenzione e nel quale la Chiesa esprime e manifesta ciò che realmente è (cfr. SC 2). Per questo i riti di introduzione non sono semplicemente l’inizio della Messa: sono già l’inizio dell’incontro con Cristo. Ci raccolgono, ci riconciliano, ci fanno lodare e ci preparano ad ascoltare la sua Parola e a partecipare pienamente al mistero dell’Eucaristia.

Anno 2026 – n° 13 – A cura di Matteo Dovigo e della Commissione liturgica parrocchiale

Rimani aggiornato

Se vuoi essere aggiornato su ogni evento puoi iscriverti alla newsletter compilando il form qui sotto:

    Community WhatsApp

    Unisciti a noi per restare connessi nella fede e nella vita della comunità.

    Inquadra il QR CODE o clicca sul link:

    https://chat.whatsapp.com/E1In3ZIH2W6D33JnLMbuIX