ORDINE FRANCESCANO SECOLARE - OFS
Vivere il Vangelo di Gesù alla sequela di san Francesco d'Assisi
Le origini
L'Ordine Francescano Secolare è una delle componenti della grande famiglia francescana che è costituita dai tre Ordini fondati da san Francesco d’Assisi: il Primo ordine (i frati), il Secondo ordine (le religiose contemplative, dette Clarisse) e il Terzo ordine (i secolari dell’OFS e i religiosi e le religiose del TOR - Terzo Ordine Regolare).
L'Ordine Francescano Secolare si articola in fraternità a vari livelli: locale, regionale, nazionale e internazionale. Esse sono tra di loro coordinate e collegate a norma della Regola OFS e delle Costituzioni.
Dalle fonti non è possibile stabilire con precisione la nascita del movimento: tuttavia, possiamo ripercorrere date ed episodi della vita di san Francesco d’Assisi che ci vengono in aiuto.
Nel 1210 il Santo aveva fondato il Primo ordine, quello dei frati; nel 1211 accoglieva Chiara e, rivestendola dell’abito francescano, egli dava l’avvio al Secondo ordine, quello delle Clarisse.
Nel 1212, di ritorno da Roma, ad Alviano, le fonti dicono che Francesco fece tacere le rondini per farsi sentire dal popolo, riunito ad ascoltare la sua predica. Già da tempo molti uomini e donne gli chiedevano di poter vivere secondo il suo esempio e, in tale occasione, promise una regola di vita per le persone che vivevano nel mondo, sposate o non sposate, di qualsiasi età e ceto sociale. Da qui partì l’idea di un Terzo ordine, composto da “quelli che fanno penitenza”, cioè uomini e donne la cui vocazione li avrebbe portati a osservare il Vangelo di Gesù Cristo nella propria quotidianità, nella famiglia e nel lavoro.
Diversamente da altri ordini di penitenti (già presenti nella Chiesa cattolica a partire dai secoli IV e V), i penitenti francescani promuovevano un cambiamento di vita non astioso né polemico nei confronti della società e della Chiesa del tempo - di cui ben vedevano i difetti - ma esprimevano un profondo spirito di umiltà e di pace, rifiutando anche di portare armi in un tempo in cui le contese erano la norma. Si trattava di un movimento pacifico, interno alla Chiesa, tuttavia innovatore perché, contrariamente ai tempi, sosteneva la carità verso il prossimo e la fratellanza universale.
Una vocazione, una Regola: queste caratteristiche contraddistinguono l’OFS dalle pie associazioni di laici.
Il Memoriale propositi fratrum et sororum de poenitentia (1221) è considerata la prima regola, preparata da Francesco con il cardinale Ugolino e approvata da papa Onorio III; ad essa succederanno: nel 1289 la Regola bollata da papa Nicolò IV, nel 1883 la Regola promulgata da papa Leone XIII e nel 1978 la Regola attuale, approvata da papa Paolo VI, con la quale il Terzo ordine assume il nome di Ordine Francescano Secolare.
Infatti, per i primi decenni di vita dell’Ordine, la denominazione fu varia: “Fratelli e sorelle della penitenza”, “Penitenti”, ecc.; in seguito, specie da parte dei frati del Primo ordine e da parte del papato, si cominciò a usare l’espressione “Terzo ordine”, non come nome proprio né per indicare dipendenza dal Primo, ma solo per stabilire una graduatoria nel tempo di fondazione; una scelta pratica, insomma, che soppiantò le precedenti e rimase in vigore, appunto, fino al 1978 quando venne promulgata la nuova Regola che così - nel nome - ribadiva il valore dell’ordine secolare e la sua autonomia rispetto al Primo ordine.
Penitenza… penitenti... sono termini ai quali non dobbiamo attribuire un significato “negativo” riconducibile a uno stato di punizione o tristezza. La penitenza, nell’Ordine Francescano Secolare, fin dalle sue origini, viene intesa nel significato più profondo di conversione, di cambiamento di cuore e di mente; è vivere attivamente nel mondo - e non fuori di esso - secondo la logica di nostro Signore Gesù Cristo, seguendo “l’esempio di San Francesco d’Assisi, il quale del Cristo fece l’ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini” (Regola, 4).
Un ordine, quindi, quello francescano secolare, a pieno diritto nella Chiesa, con responsabilità in essa e nella società in cui opera: rinnovato, attraverso la Regola del 1978, dalle sollecitazioni e dalle indicazioni del Concilio Vaticano II.

Fonti Francescane a cura di E. Caroli, ed. EFR
Regola dell’OFS Seraphicus Patriarcha, 1978
L’Ordine francescano secolare. Storia, legislazione, spiritualità di A. Fregona, ed. Imprimenda
https://www.ofslombardia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=129&Itemid=468, sito dell’OFS Lombardia, 16/11/2020

La Regola dell'Ordine Francescano Secolare
L’attuale Regola dell’Ordine Francescano Secolare è stata approvata da papa Paolo VI il 24 giugno 1978.
Ripercorriamo, seppur velocemente, il cammino che ha portato alla nuova Regola, al nuovo Rituale, alle nuove Costituzioni.
Attraverso otto secoli di storia, si sono succeduti quattro testi, che hanno guidato e orientato la vita personale e fraterna, come pure la presenza nella comunità ecclesiale e sociale dei francescani secolari.
Essi sono:
1. Memoriale propositi dei fratelli e delle sorelle della Penitenza ``viventi nelle proprie case`` datato 1221 e 1223;
2. Regola promulgata da Papa Niccolò IV con la bolla Supra Montem del 18 agosto 1289 indirizzata ai membri dell'Ordine dei Fratelli della Penitenza;
3. Regola del Terz'ordine secolare di san Francesco d'Assisi, rinnovata e sancita (novamus et sancimus) da Papa Leone XIII con la Costituzione Misericors Dei Filius, del 30 maggio 1883
4. Regola dell'Ordine Francescano Secolare, approvata e confermata (approbamus et confirmamus) da Papa Paolo VI con il Breve Seraphicus Patriarcha del 24 giugno 1978.
L'articolo 3 di quest'ultimo testo afferma che esso, dopo il ``Memoriale propositi e dopo le Regole approvate dai sommi pontefici Niccolò IV e Leone XIII, adatta l'Ordine Francescano Secolare alle esigenze e alle attese della santa Chiesa nelle mutate condizioni dei tempi``, e lo colloca pertanto nel contesto di un rapporto tra la tradizione e l'innovazione.
Infatti, la rinnovata Regola dell'O.F.S. del 1978 abroga e sostituisce la precedente di papa Leone XIII perché la stagione di vivace e fecondo impegno di rinnovamento, suscitato dalla Regola di Leone XIII alla fine del primo decennio del Novecento, aveva conosciuto un brusco momento di arresto per diversi motivi storico-culturali e spirituali e quindi il progetto appariva incompiuto.
Proprio perciò, alla metà del secolo scorso, si manifestarono i primi segni della volontà e della necessità di completare un rinnovamento che le condizioni storiche ed ecclesiali, ulteriormente mutate, richiedevano.
A questa esigenza diedero un'autorevole risposta sia il discorso di Pio XII ai Terziari d'Italia (1 luglio 1956) che tracciò rigorosamente le linee del rinnovamento teologico e pastorale del T.O.F., sia l'approvazione delle nuove Costituzioni Generali (25 agosto 1957) che intendevano accogliere quanto di più valido era venuto consolidandosi lungo il mezzo secolo precedente sull'identità dei francescani secolari.
Dopo un decennio, nel 1966, i quattro Commissari Generali del T.O.F. annunziarono l'avvio dei lavori per l'elaborazione della nuova Regola, che avrebbe dovuto recepire i principi fondamentali del Concilio Vaticano II, svoltosi tra il 1962 e il 1965, a proposito della ``missione dei laici nella Chiesa``.
L'iter di aggiornamento è stato lungo e laborioso; di capitale importanza nella ricerca delle vie dello Spirito ed efficacissimo per avvertire la presenza e la vitalità del Carisma Francescano nel popolo di Dio del nostro tempo; iniziato nel 1966 terminò nel 1978.
La nuova Regola restituiva ai francescani secolari l'antica autonomia dal Primo Ordine e mutando nome, da Terz'Ordine a Ordine Francescano Secolare, sottolineava la svolta ecclesiologica, valorizzando la presenza dei fedeli laici. Riscopriva fortemente il loro ruolo nella Chiesa come soggetti attivi della missione e non più considerandoli solo come oggetto della sacerdotale cura di anime.
La nuova Regola indicava, inoltre, con chiarezza, la chiamata a vivere la fraternità universale con tutti gli uomini, in pace e giustizia; esortava a superare la dicotomia chiesa-mondo, perché tutto è Grazia, dono e segno dell'amore di Dio, in modo da armonizzare intimamente cielo e terra, uomo e creato. Tema richiamato spesso anche dal nostro papa Francesco.
In altre parole, la Regola esprimeva con vigore una chiamata a Cristo, a Francesco, all'Universalità.
La Chiesa ci consegnò questa regola come “norma di vita”, ma quali sono le caratteristiche fondamentali di essa?
• Il contenuto evangelico e il ritorno alle origini, all'esperienza spirituale di Francesco d'Assisi e dei “fratelli e delle sorelle della Penitenza”, che ricevettero da lui ispirazione e guida;
• l'attenzione allo Spirito nei segni dei tempi.
Appoggiati a questi due cardini, noi francescani secolari dobbiamo mettere in pratica l'invito della Regola alla creatività e all'esercizio della corresponsabilità.
La Regola venne consegnata alla Presidenza del Consiglio Internazionale O.F.S. e, tramite essa, a tutti i francescani secolari, il 4 ottobre 1978, dai quattro Ministri generali dell'OFM, dell'OFMconv, dell’OFMcap, del TOR a Roma.
Il 9 marzo 1984 la Sacra Congregazione dei Sacramenti e del Culto divino e la Sede Apostolica approvarono il nuovo Rituale: il testo latino fu tradotto in lingua italiana e quindi approvato dalla Congregazione per il Culto divino il 5 agosto 1985 e, conseguentemente, utilizzato nelle fraternità O.F.S.
Il 6 febbraio 2001 vennero promulgate le Costituzioni generali, emendate e approvate con il decreto della congregazione IVCSVA dell'8 dicembre 2000. Esse sono destinate a dare applicazione alla Regola rinnovata, con osservanza per tutti i francescani secolari a decorrere dal 6 marzo 2001.
Tutto questo lavoro per dare un servizio utile a una maggiore e sostanziale crescita spirituale dei fratelli e delle sorelle dell' O.F.S. e una concreta e coraggiosa partecipazione nella costruzione del Regno di Dio su questa terra, impegnandoli a realizzare un mondo più fraterno ed evangelico.
A tale proposito si possono citare due articoli della Regola particolarmente significativi del carisma e dell’apostolato francescano secolare, e precisamente l’art. 4 e l’art. 19.

ART. 4 - La regola e la vita dei francescani secolari è questa: osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l'esempio di S. Francesco d'Assisi, il quale del Cristo fece l'ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini. Cristo, dono dell'Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza.
I francescani secolari si impegnino, inoltre, ad una assidua lettura del Vangelo, passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo.

ART. 19 - Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente, ricerchino le vie dell'unità e delle fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell'uomo e nella potenza trasformatrice dell'amore e del perdono.
Messaggeri di perfetta letizia, in ogni circostanza, si sforzino di portare agli altri la gioia e la speranza.
Innestati alla Risurrezione di Cristo, la quale dà il vero significato a Sorella Morte, tendano con serenità all'incontro definitivo con il Padre.

Bibliografia
Antonio Fregona, L'Ordine Francescano Secolare: storia, legislazione, spiritualità (M. Bigi e P. Rivi), collana Tau/ 3. Imprimenda. Padova 2007

Chi è il Francescano Secolare
Il francescano secolare è un laico, chiamato a compiere il suo cammino di vita quotidiana, relazionale e lavorativa, aderendo alla spiritualità francescana.

SCEGLIE di seguire san Francesco d’Assisi, discepolo di Cristo e maestro dei fratelli nella sapienza e nell'amore evangelico. Come lui cerca di impegnarsi a vivere il Vangelo secondo lo spirito delle Beatitudini e di testimoniarlo con dedizione e coerenza.

DESIDERA conoscere il disegno di Dio su di sé e compiere la sua volontà; amare Gesù e la Madonna. Essere strumento di pace e bene per il prossimo; vivere la figliolanza nei confronti della Chiesa. Accogliere il carisma di san Francesco: cercare di crescere nella minorità francescana, ossia vivere lo stile evangelico
di fraternità, umiltà, povertà e letizia.

CERCA DI ATTUARE questi propositi mediante:
la testimonianza lieta e coerente al Vangelo;
la formazione, con cui impara a conoscere la fede cristiana e la spiritualità francescana;
la preghiera, da cui attinge decisione e forza;
il servizio, che concretizza la carità e l’umiltà;
la vita in fraternità per rafforzare i vincoli di conoscenza reciproca, amicizia e comunione propri di un’autentica famiglia di Dio;
la conversione continua, con cui ogni giorno si compie un passo verso la santità, a cui è chiamato ogni battezzato.

__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

CHI SIAMO
La fraternità OFS Sacro Cuore di Gesù nasce nel 1909.
Il capitolo elettivo di Aprile 2018 ha rinnovato il Consiglio che attualmente è così composto:
- Ministra: Chiara Barni
- Viceministra e tesoriera: Rosanna Gandini
- Responsabile della formazione: Alessandra Faggian
- Segretaria: Francesca Periccioli
- Assistente spirituale: fra Antonio Belingheri
Oggi la fraternità conta diciannove professi.

COSA FACCIAMO
Oltre all'animazione liturgica e a varie opere caritative, quest'anno la fraternità è impegnata su tre progetti:
1. Servizio spirituale a degenti in ospedale
2. Sostegno alla cura di bambini e ragazzi di famiglie in difficoltà (Progetto ”EMERA”)
3. Collaborazione con la Caritas parrocchiale (Progetto ”Aiuto al povero, alla scuola di Francesco d'Assisi”).

LA FORMAZIONE
La formazione permanente dei professi, attuata in incontri mensili e in conformità a quanto proposto dai Consigli regionale e nazionale, ha come obiettivo il richiamo costante a una vita evangelica secondo la spiritualità di san Francesco d’Assisi, pur nello stile “secolare”, cioè di laici che vivono nella società. La formazione per chi desidera iniziare questo percorso di vita prevede due incontri mensili finalizzati a conoscere la spiritualità francescana e la Regola OFS.

DOVE SIAMO
La nostra fraternità OFS è accolta presso la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù dei Frati minori cappuccini in Via Milano 32 a Brescia

110° ANNIVERSARIO DELLA FRATERNITÀ OFS SACRO CUORE DI GESÙ
17 novembre 2019, festa di santa Elisabetta d’Ungheria, patrona dell’Ordine Francescano Secolare: la Fraternità del Sacro Cuore di Gesù ha festeggiato con gioia i centodieci anni.
Le notizie più antiche sono tratte dai documenti forniti da Padre Teotimo Rondi, parroco del Sacro Cuore di Gesù dal 1988 al 1997.
Si deve a Padre Isaia Guzzetti da Geranzano, Superiore del Convento dei Frati Cappuccini di Via Milano negli anni 1908 – 1911, l’istituzione della Fraternità del Terzo Ordine Secolare. Egli radunò una decina di uomini e una sessantina di donne, già appartenenti ad associazioni cattoliche, per dar vita a una Fraternità del Terzo Ordine Francescano (così si chiamava allora l’OFS) facente capo al convento dei Cappuccini e alla Chiesa del Sacro Cuore in Brescia. Le terziarie si distinsero specie per il loro contributo all’istruzione catechetica di ragazzi e ragazze di un quartiere, quello di Via Milano, particolarmente povero e ai margini della città.
La data sullo stendardo è il 1909; essendo purtroppo molto danneggiato, lo stendardo è stato depositato nei primi anni ’90 nel Museo dei Frati Cappuccini di Viale Piave a Milano.
Negli anni 1911 – 1914 l’Ordine ebbe nuovo impulso ad opera di Padre Luigi Castelli di Guanzate, Superiore del Convento, il quale provvide che le Fraternità di Terziari Francescani di Brescia si conoscessero tra loro e mantenessero una fraterna corrispondenza. Lavorò anche perché la chiesa fosse dichiarata parrocchia, ma i tempi non erano ancora maturi.
Il 25 giugno 1911 Padre Luigi, presentando alla Fraternità da poco eretta nella chiesa dei Cappuccini, lo stendardo donatogli dai terziari di Milano come segno di gratitudine per l’impegno profuso in mezzo a loro, invitava a presenziare alla cerimonia della benedizione anche le due Fraternità già esistenti a Brescia, quella della chiesa di San Giuseppe e quella di San Francesco, per una gioiosa condivisione e per una reciproca conoscenza.
Nel 1918 venne al convento il Padre Generale dell’Ordine, favorevole all’erezione della parrocchia del Sacro Cuore. Dal 1917 al 1919 si susseguirono diverse pratiche per l’erezione della parrocchia. Intanto, negli anni bellici, nel convento era stato sistemato l’Ospedale Militare.
Padre Luigi da Guanzate fu eletto primo parroco per gli anni 1919 – 1920 e divenne prevosto dal 1919 al 1943; tuttavia il riconoscimento civile della parrocchia risale al 1960.
Nel 1920 Padre Luigi diede inizio alla costruzione dell’oratorio, la cui chiesa è dedicata ai santi Carlo, Giacinto e Francesco per onorare san Carlo, patrono dei frati minori cappuccini di Lombardia e i benefattori Giacinto Mazzola e Francesco Perlasca, terziari francescani. (L’oratorio è uno dei più grandi dopo quello della Pace).
Padre Luigi sviluppò il Terzo Ordine Francescano e promosse l’istituzione dei “Cordigeri di san Francesco”, congregazione aperta ai ragazzi, corrispondente agli Araldini e alla GIFRA di oggi; convinto com’era di dover sostenere le vocazioni francescane sin dalla fanciullezza e dalla giovinezza.
Dai registri della Fraternità si evince, inoltre, che si tenne nota dei professi: c’è infatti un registro del 1929, ma il registro di cassa porta nell’etichetta la scritta “Congregazione TOF e inizia il 4 aprile 1945. Sulla prima pagina, la segretaria Emilia Torri annotava che, essendo andata distrutta la sua casa dalle bombe e dall’incendio che ne seguì, andò distrutto anche il libro dei verbali e il libro cassa con circa 100 lire di cassa liquida.
Fu invece salvato il libro della Banca San Paolo con il credito di 546 lire.
La cassiera provvedeva a rimettere in cassa le cento lire bruciate e a compilare un nuovo registro dal 4 aprile 1945.
È lo stesso registro attualmente in uso.
Da quanto annotato sul registro di cassa, si evince che la Fraternità dagli anni Settanta tenne rapporti frequenti con le altre Fraternità di Brescia di diversa obbedienza e con la Fraternità del quartiere San Bartolomeo, in occasione di celebrazioni francescane e di incontri zonali e regionali.
Da sempre la Fraternità ebbe a cuore le necessità dei frati e del padre assistente, come pure dei terziari poveri, e si prodigò nell’aiuto fraterno.
A distanza di tempo, i suggerimenti che ci vengono dalla storia della nostra Fraternità sono ancora validi e debbono suscitare in noi nuovo entusiasmo, nuovo impegno a far conoscere la Parola del Vangelo secondo l’esempio di san Francesco.
La Fraternità ha proseguito il suo cammino, non sempre facile, cercando di seguire la Regola rinnovata e le linee guida del Consiglio Nazionale e Regionale di Lombardia, mantenendo fede a quel mandato di Papa Giovanni Paolo II di costruire una “comunità d’amore” specie con le Fraternità vicine: San Francesco d’Assisi, Villaggio Prealpino, San Gaetano.
Proprio con la Fraternità bresciana di San Gaetano si è conclusa nel febbraio 2017 un’esperienza di fratellanza e di inclusione, dopo alcuni anni di reciproca frequentazione e di custodia, che ha sancito l’appartenenza alla Fraternità del Sacro Cuore di numerosi professi, provenienti dalla Fraternità di San Gaetano divenuta inattiva.
È quindi con spirito di lode e di riconoscenza al Signore che la Fraternità ha festeggiato il suo anniversario e ha pregato perché non venga mai meno lo spirito fraterno francescano che ci ha unito.
REFERENTI

fra Antonio Belingheri: assistente spirituale

Chiara Barni: ministra della fraternità

CONTATTI

Chiara Barni cell. 3429223333

[email protected]

INCONTRI

Tutta la Fraternità s’incontra la seconda domenica del mese presso il Convento dei Frati Minori Cappuccini in Via Milano 32 a Brescia

ore 9.00 S. Messa

ore 10.00 Incontro fraterno

VIENI E VEDI
Gli incontri sono aperti a tutti